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Amma. La creazione del mondo nel paese Dogon

 

amma.jpgMaschere e statue del Mali

Dal 13 luglio al 12 novembre 2001

 

Il museo dipartimentale delle Meraviglie, di vocazione archeologica ed etnologica, presenta al pubblico, in modo scrupoloso, la vita tradizionale delle prime società pastorali delle Alpi Meridionali del Neolitico da 7.000 anni fa alle ultime grandi transumanze del secolo scorso. Società basate sull’allevamento e sull’agricoltura, i pastori hanno segnato le regioni di montagna con il loro modo di vivere per diversi millenni; ovunque nel mondo numerose società hanno influenzato un territorio, sviluppando le proprie referenze culturali e spirituali. Ai piedi del monte Bego, le popolazioni avrebbero adorato una coppia divina primordiale forse fondatrice di una cosmogonia. Si può fare quindi riferimento ad altri miti fondatori nati altrove, come per esempio in Mali, nel paese Dogon, dove il mito della creazione è attribuito al dio Amma; per questo il museo delle Meraviglie ha scelto di illustrarne la leggenda attraverso oggetti rituali come le maschere, oggetti da cerimonia o perfino una statua della “coppia primordiale”. Per il popolo dogon, l’universo è stato creato da Amma, il verbo di Dio, il quale generò i gemelli Nommo, Dio dell’Acqua, signore della vita e Volpe Pallida (Renard Pâle), incarnazione della rivolta, dell’incesto e del disordine, ma anche dell’emancipazione individuale al di là delle norme sociali. Tali principi complementari e gli opposti che ne derivano – vita/morte, giorno/notte, uomo/donna – guidano tutti gli aspetti della cultura e della vita materiale dei Dogon. Infine l’interesse sempre maggiore del pubblico per queste arti qualificate come “primarie”, che hanno trovato spazio anche al Louvre o al Museo du Quai Branly a Parigi, deve essere soddisfatto anche nelle Alpi Marittime. La conseguente scelta del museo delle Meraviglie è stata dunque quella di presentare pezzi rarissimi ed eccezionali alla curiosità dei visitatori. Gli oggetti da collezione che raccontano la leggenda di Amma provengono dalla sezione Africa Nera del Dipartimento di Etnologia del Museo dell’Uomo di Parigi, dalla struttura culturale Cinema d’Africa di Angers e dalla collezione privata J.G.B.

 

 

 

 

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