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Le meraviglie del Monte Bego

 

Preoccupazioni economiche e miti cosmogonici dei primi popoli metallurgisti delle Alpi Meridionali.

Dal 24 giugno 2011 al 31 marzo 2012

 

MERVEILLES_MONT_BEGO.jpgGrazie alla collaborazione tra l’Istituto di Paleontologia Umana di Parigi, il Laboratorio dipartimentale del Lazaret di Nizza e il museo delle Meraviglie di Tende, si presenta al grande pubblico una retrospettiva degli studi e delle interpretazioni delle incisioni dell’età del Rame e dell’età del Bronzo della valle delle Meraviglie. Ogni estate, infatti, ricercatori di diverse nazionalità arrivano in questa regione alpina per tentare di decifrare il linguaggio simbolico inciso sulla pietra, al fine di arricchire ulteriormente la conoscenza del sito e di permettere al museo dipartimentale delle Meraviglie una presentazione rivolta al “grande pubblico” sempre aggiornata e all’avanguardia delle ricerche scientifiche. Tra 3300 e 1800 anni avanti Cristo, le popolazioni che occupavano le Alpi meridionali hanno probabilmente adottato il monte Bego come montagna sacra dove vivevano le loro divinità. Situato nell’intersezione tra Piemonte, Liguria, Provenza e valle del Rodano, questa monagna rappresentava un luogo di incontro per i sacerdoti che venivano a venerare gli dei e ad incidere graffiti propiziatori affinché le divinità del cielo fecondassero la terra. Lo studio delle incisioni rupestri della Montagna sacra del Bego ha permesso al Laboratorio dipartimentale di Preistoria del Lazaret di elaborare una griglia di lettura che offre oggi un’ipotesi di decifrazione delle iscrizioni incise sulle rocce dai primi popoli metallurgisti delle Alpi meridionali, circa 5000 anni fa. Complemento indispensabile della mostra permanente del museo delle Meraviglie, questa presentazione mette in luce, l’interpretazione di migliaia di incisioni rupestri della regione del monte Bego, permettendo al visitatore di comprendere meglio questo favoloso documento di pietra.
 

 

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