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Memoria di pietra, memoria di mare

 

La navigazione nel Mediterraneo, dalle origini al XIX secolo

Dal 26 giugno 2004 al 31 marzo 2005

 

memoire_pierre.jpgNavigare...andare oltre l’orizzonte, scoprire e conquistare mondi nuovi, tracciare reti commerciali da una costa all’altra, affrontare gli elementi, aver paura, soffrire, talvolta morire, sotto gli assalti delle onde o dei pirati...

 

Fin dal Paleolitico superiore, il mare è teatro di esperienze, di scoperte e di drammi che, per millenni, forgeranno la storia ed il mito della navigazione. L’archeologia non ha dubbi. Dodicimila anni prima della nostra era, probabilmente anche in tempi più remoti, alcune isole del Mediterraneo vengono occupate dall’uomo. Nei millenni successivi, la conquista del mare prosegue con gli uomini dell’età del Bronzo, i Fenici, i Greci, i Romani, poi con i marinai dei tempi moderni, che non hanno mai smesso di elaborare nuovi percorsi, di cercare nuovi porti di attracco, di disegnare nuove mappe marittime, di scambiare idee e merci, di partire in crociata e talvolta di affrontarsi in battaglie navali memorabili. Questa storia favolosa e movimentata, viene presentata con l’ausilio di pannelli informativi, fotografie, cartine, pezzi archeologici originali (carghi di imbarcazioni romane, lingotti, vasi, anfore...), con numerosi plastici di barche che lasciano prevedere i progressi tecnici nel settore della navigazione, con ex-voto che evocano la gratitudine verso i protettori dei marinai, senza dimenticare le innumerevoli rappresentazioni di imbarcazioni incise sulle rocce della valle delle Meraviglie.

 

La mostra illustra in modo straordinario l’importanza della navigazione nel Mediterraneo e dei riti che ne derivano per millenni, dalle origini al XIX secolo.

 

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